Entrambi rispondono al grido di “liberté, égalité, fraternité” con le loro origini d’oltralpe.

Se per le crepes è facile intuirlo, il nome Waffles potrebbe portarci fuori strada. In origine infatti venivano chiamati “gaufres” che effettivamente già suona più francese. Ben presto poi divenne dolce tipico anche del Belgio e molto diffuso anche in Germania, fino a quando fu esportato oltreoceano diventando un must americano.

Anche in Italia abbiamo le nostre varianti, soprattutto noi abruzzesi  on le ferratelle (o pizzelle o neole che dir si voglia).

La verità è che paese che vai Waffle che trovi, le varianti sono infinite:

ci son quelle rettangolari di Bruxelles, quelli a base di patate tipici della Gran Bretagna, quelle sottili e crottanti del Bergische, i Panda Waffle che sono la versione vietnamita, gli Stroopwafels olandesi ricoperti di crema. 

Possono essere quadrati, rettangolari, rotondi, a forma di cuore o di fiore, a seconda del tipo di piastra utilizzata, ma a rimanere invariata è la superficie “goffrata”, da cui il nome: in francese, infatti, gaufre significa “a nido d’ape”.

E se in Svezia il 25 marzo è il Vaffeldagen (“il giorno dei waffel” in cui per tradizione mangiano i waffle  per festeggiare l’annunciazione), in Francia la crêpe veniva offerta ai pellegrini che si recavano a Roma in simbolo di prosperità e veniva mangiata il 2 febbraio durante la festa della Calendora, ricorrenza propizia ai raccolti. C’era addirittura un detto comune: “Se non vuoi avere il grano nero come il carbone, mangia le crêpes alla Candelora” e si usava far saltare la prima crêpe con la mano destra, tenendo una moneta d’oro nell’altra.

 

La tradizione è lunga e le varianti sono infinite. Ovviamente non ti resta che provare le nostre!

 

Puoi ordinarle qui o venire direttamente in gelateria!

 

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